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SPID a pagamento nel 2026: cosa cambia

Gennaio 4, 2026
spid 2026

Il 2026 segna un punto di svolta per lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), lo strumento che negli ultimi anni è diventato essenziale per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e di molti operatori privati. La novità più rilevante riguarda l’introduzione di un costo annuale per lo SPID di Poste Italiane, il provider più utilizzato in Italia.

SPID di Poste Italiane: arriva il canone annuale

A partire dal 1° gennaio 2026, lo SPID rilasciato da Poste Italiane non sarà più completamente gratuito. Dopo il primo anno di utilizzo, verrà applicato un canone di 6 euro all’anno. La decisione riguarda milioni di utenti e rappresenta un cambiamento significativo rispetto al modello gratuito adottato finora.

Poste Italiane informerà gli utenti prima del rinnovo: in caso di mancato pagamento, l’identità digitale verrà sospesa fino alla regolarizzazione. Sono però previste esenzioni dal pagamento per alcune categorie, tra cui i minorenni, gli over 75, gli italiani residenti all’estero e alcuni utilizzi professionali.

SPID resta valido, ma il sistema evolve

Nonostante il cambiamento economico, SPID non viene dismesso. Le convenzioni con i gestori sono state prorogate e il sistema continuerà a essere utilizzabile per l’accesso a servizi come INPS, Agenzia delle Entrate, sanità digitale, scuola e università.

Tuttavia, il 2026 conferma una tendenza già avviata: lo SPID non è più l’unico pilastro dell’identità digitale italiana. Il Governo e le istituzioni stanno puntando sempre di più su strumenti alternativi e integrati.

Le alternative: CIE e IT Wallet

Chi non vuole sostenere il costo dello SPID di Poste può valutare altre opzioni. Alcuni provider SPID alternativimantengono ancora servizi gratuiti, anche se le condizioni potrebbero cambiare in futuro.

Un’alternativa sempre più centrale è la Carta d’Identità Elettronica (CIE), che consente l’accesso ai servizi online tramite app o lettore NFC, senza canoni annuali. A questa si affianca il progetto IT Wallet, il portafoglio digitale nazionale che mira a unificare documenti e identità in un’unica piattaforma, in linea con le strategie europee sull’identità digitale.

Cosa cambia per i cittadini

Per i cittadini, il 2026 non porta un obbligo immediato di cambiare strumento, ma richiede maggiore consapevolezza. Lo SPID resta utilizzabile, ma non sempre gratuito; allo stesso tempo, cresce l’importanza di soluzioni come la CIE, destinate ad avere un ruolo sempre più centrale nel prossimo futuro.

In sintesi, il 2026 non segna la fine dello SPID, ma l’inizio di una nuova fase dell’identità digitale in Italia, più articolata, integrata e orientata verso un ecosistema europeo.